SOTTOSOPRA

Drammaturgia di Silvana Mariniello  Alessandra Silipo

Regia di Vania Castelfranchi

Interpreti : Silvana Mariniello   Federico Moschetti   Lara Panizzi   Alessandra Silipo

Costumi e Oggetti di  Erika Perotti e Montse Merino partendo da suggestioni del Surrealismo e in particolar modo dalla pittrice Leonora Carrington

Consulenza e creazioni musicali   Egidio Grasso

 

Una storia di amicizia e rivalità.
Di amori impossibili e fughe rocambolesche.
Voli pindarici e sogni proibiti.
La ricerca di sé stessi oltre i propri limiti e poi la natura con le sue regole.
Una storia di emarginazione e di riscatto, di aridità e di rinascita.
La lotta per la sopravvivenza e la distrazione umana.
La storia di una piccola comunità costretta a migrare per un rifugio sicuro. La storia
di Oreste, Menelao, Alba e il suo piccolo e del loro Capitano
Un fantasy. Una commedia oscura.
Il colorato mondo dei pipistrelli.

Appunti di Regia 

Una fiaba simbolica e surreale, nella quale il mondo animale riflette nascostamente sul nostro universo, sul senso della vita e su ciò che si può fare per migliorarla. Una sorta di ascolto di voci dal subconscio che, dagli abissi della mente, dalle parti più antiche e selvagge di noi, ci consegna inaspettata saggezza e illuminanti consigli. Si scardina quella paura e quel ‘Monstruosus’ delegato agli animali come i Pipistrelli, per ascoltarne i preziosi segreti ed un punto di vista altro, originale e virtuoso.

Tra voli, amicizie, lotte di sopravvivenza, ricerche e amori, queste ombre alate e notturne toccano i grandi temi della modernità come della filosofia antica, ricercando un come ed un perché dell’esistenza in una sottile e complessa riflessione sulla società, su come svilupparla verso un bene comune e condiviso, cercando di sfuggire a guerre, inquinamento, malattie, pregiudizi ed ingiustizie.

4 interpreti incarnano, con giochi vocali, ritmici e fisici,  molteplici forme del pensiero animale e le gesta sia di animali che di umani, in un girotondo vorticoso di eventi, disavventure e problematiche, alla ricerca di una via di uscita rivoluzionaria che invece,  come la storia del mondo spesso ci dimostra, è semplicemente un ciclo, ridondante e ripetitivo… ma il tornare su i propri passi, come il serpente Ouroboros che mangia la propria coda, se per gli uomini a volte rappresenta un rinnegare il progresso e un fallimentoso tornare indietro, viceversa in natura è segno di un sapiente ciclo evolutivo, un prendere coscienza e consapevolezza, come il fiorire di un nuovo cerchio sulla corteccia dell’albero.

Mentre passa il tempo, gli animali cambiano muta, e si sale di un livello di esperienza, verso una maturità sapiente che sembra essere il vero segreto nascosto della natura selvatica  e la grande manchevolezza che l’Umano ricerca senza vedere.

 

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